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Il pubblico nero, nel
periodo più alto del free, si era allontanato dal jazz, avvicinandosi a forme musicali di
più diretta derivazione nera, quali il blues, il rhythm & blues, o di più immediata
fruibilità, quale è il rock.
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Ancora una volta fu
Miles Davis ad intuire che se voleva recuperare il pubblico nero al jazz doveva passare
necessariamente attraverso l'avvicinamento del jazz alla musica rock. Molti solisti si
avvicendarono nelle diverse formazioni da lui formate, tentando, di volta in volta,
soluzioni nuove e diverse, ora con il modale più spinto, ora con il free. Erano
percussionisti latino-americani, musicisti della pop-music, pianisti elettrici, batteristi
free. Attraverso l'utilizzo della strumentazione elettrica, dei tempi rock e latini, di
temi presi in prestito dalla pop-music,
Davis effettuerà una mirata scelta attraverso la
quale si confronteranno tra loro esperienze le più diversificate e fascie di pubblico
eterogenee, indirizzando il jazz verso una nuova stagione felice e verso risultati
creativi notevoli.
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Nel 1964, dopo
le esperienze free, creando un altro gruppo formidabile, stavolta un quartetto con Herbie
Hancock, Tony Williams, Ron Carter e
Wayne Shorter , passa ad avvicinarsi gradualmente al rock e alla
strumentazione elettrica (una collaborazione con Gil Evans e Jimi Hendrix che sarebbe
rimasta nella storia sfumò solo per la tragica morte di Hendrix). Sempre più affascinato
dal rock psichedelico della West Coast, sul finire del decennio Davis
compare ai grandi festival rock e conquista
il pubblico dei giovani bianchi
"alternativi".
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Album
come In a Silent Way e Bitches Brew segnano la nascita del jazz
rock e aprono la strada al fenomeno della fusion.
Altro gruppo indimenticabile che segnò un punto di riferimento per il jazz-rock, furono i
Weather Report
, con la formazione più creativa e matura della
storia della band:
Jaco Pastorius basso
,
Joe Zawinul tastiere
,
Wayne Shorter sax, Peter Erskine
batteria, Robert Thomas Jr percussioni.
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