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L'etimologia della parola
JAZZ, e' sconosciuta, ma il grande
Dizzy Gillespie diceva che "jasi", in un
dialetto africano, significa Vivere ad un ritmo accelerato. Nella realtà esistono molte
versioni sulle origini di questa parola, forse deriva da "chase" (caccia), o
dall'inglese "jasm" (energia) o addirittura ancora da "jazz-belles",
con il quale venivano chiamate le prostitute di New Orleans. I musicisti venivano chiamati
infatti "jasbo" e "jass", parola sconcia con la quale (nelle case di
tolleranza dell'epoca) si incitavano i clienti a ballare. Il jazz è un linguaggio
musicale estremamente emozionale, nato dall'improvvisazione, ma che necessita allo stesso
tempo di notevole tecnica; basato sulla varietà ritmica e del fraseggio, su giri armonica
e splendide melodie. Pur essendo principalmente musica strumentale, il jazz ha espresso
nel tempo, a cominciare da quella di Bessie Smith, voci straordinarie per intensità,
calore interpretativo e tecnica.
Il jazz nasce e prende forma con l'affermarsi nella società americana della minoranza
nera, ma discende da quando gli schiavi neri d'America si erano inventati la loro musica:
memorie di ricordi africani trapiantate sulle sonorità popolari dei bianchi e contaminate
dai canti religiosi cristiani. Dapprima il canto accompagna il lavoro (il blues)
quindi diviene preghiera (spiritual e gospel).
Ma possiamo dire che l'inizio si può identificare in New Orleans.
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La città di New Orleans, sul finire dell'800, era un insieme di
popoli e razze, essendo stata dominata, nel tempo da
spagnoli, francesi, inglesi e anche italiani.
Qui e' nato il jazz, anche se in molte zone degli Stati Uniti, contemporaneamente, il
particolare modo di vivere la musica da parte dei neri era presente sin da epoche remote.
New Orleans costituì, però, il baricentro delle tendenze e degli stilemi originari del
jazz. |
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"http://www.thestoryvilledistrict.com/", il quartiere riservato alle case di tolleranza,
che con i suoi innumerevoli locali costituiva un incredibile punto di ritrovo e la rampa
di lancio per i molti musicisti e cantanti; nelle strade della città, dove si esibivano
le "bands" dei cortei funebri che accompagnavano i defunti al
cimitero suonando musiche di circostanza.
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I worksongs
che i neri cantavano nelle campagne durante il lavoro, gli spirituals
nelle funzioni religiose, i blues, si riversarono tutte assieme
nelle originarie e primitive forme del jazz. Per questo New
Orleans rappresentò il centro di riferimento nel quale le varie
tendenze della musica nera trovarono il loro sbocco naturale.
Fino agli anni trenta i principali musicisti di jazz provenivano
da New Orleans e la maggior parte di loro aveva iniziato lì la
sua carriera musicale. Una delle caratteristiche sicuramente
più interessanti di New Orleans è che nella città convivevano
due comunità nere profondamente diverse tra loro, ognuna con il
proprio patrimonio etnico e culturale: i creoli
e quelli che possiamo definire più genericamente i neri americani.
Mentre i neri americani costituivano la parte più povera del proletariato di New Orleans,
molti creoli erano ben integrati nella realtà economico-sociale della città e avevano
una estrazione piccolo borghese.
Lo stile di New Orleans nacque dall'incontro tra questi diversi gruppi:
nello Storyville, |
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