HOME PAGE ●◊● INDICE ROCK ●◊● ROCK: LE CHITARRE

 

La chitarra elettrica ebbe subito un ruolo fondamentale nella musica rock, condizionandone i suoni. Subito la sua presenza fu costante e man mano sempre più rilevante, caratterizzando i brani con passaggi chiave (i "riff") o più spesso determinandone la struttura stessa. Quindi i chitarristi, anche se inseriti in gruppi di per sè famosi, si ritagliarono sempre più una popolarità personale di notevole rilievo presso il pubblico. I Beatles furono il primo grande fenomeno planetario del rock proveniente dall'Europa. In questo caso, però, i quattro di Liverpool si proposero essenzialmente come cantanti compositori e solo secondariamente come strumentisti.

Ben diverso invece e' il discorso sui Rolling Stones, che con Keith Richards, signore tenebroso della chitarra, il cui suono graffiante segnò alcuni dei più importanti riff della storia del rock, si legarono strettamente al suono della  Fender Telecaster.

Eric Clapton utilizzò pochi strumenti chiave nel corso della sua lunga e fortunata carriera: dalla Gibson Les Paul all'epoca dei Cream e poi con John Mayall e i BluesBreakers, passò poi definitivamente alla Fender Stratocaster, della quale è stato prodotto di recente un modello "signature" da lui appositamente disegnato. Percorso molto simile per lo sfuggente, geniale e innovativo Jeff Beck, approdato al successo con gli Yardbirds e per lungo periodo legato alla Gibson Les Paul, poi alla Fender Stratocaster e Telecaster.

Pur non essendo un virtuoso, nè un chitarrista prettamente solista, annoveriamo  Pete Townshend, uno dei primi musicisti a sfruttare magistralmente il controllo del "feedback" causato dalla vicinanza dell'amplificatore alla chitarra elettrica, che infiammò le folle del rock con i concerti degli Who. I suoi famosi "power chords", ottenuti con un movimento "ad elica" del braccio, furono prodotti da diverse chitarre Gibson, Epiphone e Rickenbacker, ma soprattutto da molti modelli Fender Telecaster e più tardi Telecaster Custom. E questo era quello che succedeva in Europa intorno agli anni '60, adesso vediamo cosa proponevano gli States. Caposcuola americano della chitarra rock'n roll, Charles Edward Berry detto "Chuck"    si pone come il musicista che ha lasciato uno dei più ampi tributi compositivi della storia del rock. Il suo stile ha di certo influenzato notevolmente il fraseggio dei chitarristi rock e la maggior parte della sua attività è legata all'uso di chitarre semiacustiche Gibson ES330 ed ES335, che usavano anche John Lee Hooker e B.B.King (modello Gibson "Lucille").

Il personaggio d'oltre oceano che, più d'ogni altro, ha fatto della chitarra parte integrante di se è senza dubbio il grande Jimi Hendrix, che ha fatto uso di molte marche di chitarre, ma una sola era quella che ha reso inscindibile quel modello dall'artista stesso, le sue Stratocaster, suonate in tutti i modi possibili con le mani, i denti, le aste dei microfoni, il bordo degli amplificatori, sedotte come amanti o malmenate e scorticate fino a essere addirittura incendiate sui palchi come in un rito sacrificale. Alla metà degli anni Sessanta si affaccia un gruppo che unisce al rock esibizioni teatrali

spesso oltraggiose e controcorrente, i Mothers of Invention, il cui  fondatore fu il geniale Frank Zappa  caratterizzato dal pesante tocco della mano destra e da uno stile solistico ruvido. Frank Zappa, amante delle sperimentazioni timbriche, è passato dalla Gibson ES 5 alla Les Paul, poi suonò con modelli Gibson SG e una Stratocaster modificata con pick-up piezoelettrici Barcus-Berry incastrati all'interno del manico, per aggiungere al suono i rumori dello scorrimento delle dita sulla tastiera e del plettro.
E poi, esponente di un rock intriso di blues, di ritmi ed atmosfere latine Carlos Santana, grande solista melodico, dapprima legato a modelli Gibson Les Paul standard e Junior che ha usato poi per vari anni una Yamaha SG 2000. Siamo arrivati così agli anni '70, dove il panorama musicale rappresentò l'evoluzione di ciò che il decennio precedente aveva prodotto. Il rock rappresentava ormai un fenomeno commerciale di portata immensa in mano alle grandi produzioni discografiche, nuove sonorità messe a disposizione dall'industria dell'elettronica, che cominciava a immettere sul mercato le prime tastiere elettroniche e i sintetizzatori.