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La
chitarra elettrica ebbe subito un ruolo fondamentale nella musica rock, condizionandone
i suoni. Subito la sua presenza fu costante e man mano sempre più
rilevante, caratterizzando i brani con passaggi chiave (i "riff") o
più spesso determinandone la struttura stessa. Quindi i chitarristi, anche se
inseriti in gruppi di per sè famosi, si ritagliarono sempre più una
popolarità personale di notevole rilievo presso il pubblico.
I
Beatles furono il primo grande fenomeno planetario del rock
proveniente dall'Europa. In questo caso, però, i quattro di Liverpool si proposero
essenzialmente come cantanti compositori e solo secondariamente come strumentisti.
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Ben diverso invece e' il
discorso sui
Rolling Stones, che con Keith Richards,
signore tenebroso della chitarra, il cui suono graffiante segnò alcuni dei più
importanti riff della storia del rock, si legarono strettamente al suono della
Fender Telecaster. |
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Eric Clapton
utilizzò pochi strumenti chiave nel corso della sua lunga e fortunata carriera: dalla
Gibson
Les Paul all'epoca dei Cream e poi con
John Mayall
e i BluesBreakers, passò poi definitivamente alla
Fender
Stratocaster, della quale è stato prodotto di recente un modello
"signature" da lui appositamente disegnato. Percorso molto simile per lo
sfuggente, geniale e innovativo Jeff Beck, approdato al successo con gli Yardbirds
e per lungo periodo legato alla
Gibson Les Paul, poi alla
Fender Stratocaster e Telecaster. |
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Pur non essendo
un virtuoso, nè un chitarrista prettamente solista, annoveriamo Pete
Townshend, uno dei primi musicisti a sfruttare magistralmente il controllo del
"feedback" causato dalla vicinanza dell'amplificatore alla chitarra elettrica,
che infiammò le folle del rock con i concerti degli
Who. I suoi famosi
"power chords", ottenuti con un movimento "ad elica" del braccio,
furono prodotti da diverse chitarre
Gibson, Epiphone e Rickenbacker, ma
soprattutto da molti modelli
Fender Telecaster e più tardi Telecaster
Custom. E questo era quello che succedeva in Europa
intorno agli anni '60, adesso vediamo cosa proponevano gli States. Caposcuola americano
della chitarra rock'n roll, Charles Edward Berry detto "Chuck" si pone come il musicista che ha lasciato uno dei più ampi tributi compositivi della storia del rock. Il suo stile ha di certo influenzato notevolmente il
fraseggio dei chitarristi rock e la maggior parte della sua
attività è legata all'uso di chitarre semiacustiche
Gibson ES330 ed ES335,
che usavano anche John Lee Hooker e B.B.King
(modello Gibson "Lucille"). |
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Il personaggio d'oltre
oceano che, più d'ogni altro, ha fatto della chitarra parte integrante di se è
senza dubbio il grande
Jimi Hendrix, che ha fatto uso di molte marche di
chitarre, ma una sola era quella che ha reso inscindibile quel modello dall'artista
stesso, le sue Stratocaster, suonate in tutti i modi possibili con le
mani, i denti, le aste dei microfoni, il bordo degli amplificatori, sedotte come amanti o
malmenate e scorticate fino a essere addirittura incendiate sui palchi come in un rito
sacrificale. Alla metà degli anni Sessanta si affaccia un gruppo che
unisce al rock esibizioni teatrali
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spesso
oltraggiose e controcorrente, i Mothers of Invention, il cui
fondatore fu il geniale
Frank Zappa
caratterizzato dal pesante tocco della mano destra e da uno
stile solistico ruvido.
Frank Zappa,
amante delle sperimentazioni timbriche, è passato dalla
Gibson ES 5 alla Les Paul,
poi suonò con modelli
Gibson SG e una Stratocaster
modificata con pick-up piezoelettrici Barcus-Berry incastrati all'interno del manico, per
aggiungere al suono i rumori dello scorrimento delle dita sulla tastiera e
del plettro.
E poi, esponente di un rock intriso di blues, di ritmi ed atmosfere latine Carlos
Santana, grande solista melodico, dapprima legato a modelli
Gibson Les
Paul standard e Junior che ha usato poi per vari anni una
Yamaha SG 2000.
Siamo arrivati così agli anni '70, dove il panorama musicale
rappresentò
l'evoluzione di ciò che il decennio precedente aveva
prodotto. Il rock rappresentava ormai un fenomeno commerciale di portata immensa in mano
alle grandi produzioni discografiche, nuove sonorità messe a disposizione dall'industria
dell'elettronica, che cominciava a immettere sul mercato le prime tastiere elettroniche e
i sintetizzatori. |
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